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Sanificare gli ambienti in sicurezza con l’ozono

L’ozono è un presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, parassiti e odori riconosciuto dal Ministero della Salute.

L’ozono è una molecola naturale e instabile composta da tre atomi di ossigeno. La reazione è reversibile: l’ozono si scompone spontaneamente, quindi non può essere immagazzinato, ma prodotto in loco.

L’ozono è prodotto artificialmente con ossigeno tramite appositi generatori a scarica corona, oppure mediante radiazioni UV.

Considerato che il Ministero ha validato la capacità dell’ozono di inattivare agenti patogeni ci sono ampie probabilità che un trattamento di sanificazione con ozono, se effettuato nel modo corretto, possa uccidere anche il Coronavirus.

L’ozono generato per la igienizzazione delle superfici e degli ambienti comporta però dei rischi e delle controindicazioni importanti che vanno considerate con molta attenzione.

I trattamenti di ozonizzazione efficaci richiedono infatti almeno 1 - 2 ppm di ozono, concentrazioni superiori a quelle ritenute pericolose per la salute umana.

Nelle “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento” dell’Istituto Superiore della Sanità (Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020) si legge:

  • “l’uso di l’ozono deve avvenire in ambienti non occupati e debitamente confinati
  • è preferibile eseguire i trattamenti nelle ore notturne in modo che alla ripresa del lavoro la quantità di ozono ambientale si trovi entro i limiti di sicurezza sanitaria
  • valutare il rischio di esposizione sia degli addetti alle operazioni di sanificazione sia del personale che fruisce dei locali sanificati
  • gli operatori devono essere addestrati ed esperti e provvisti di idonei dispositivi di protezione individuale (DPI).

Alla luce di quanto sopra non è pertanto indicato per uso domestico”.

In seguito al trattamento, l’eliminazione dell’ozono in eccesso può avvenire con un’adeguata areazione fino al rientro delle concentrazioni sotto le soglie previste a tutela dei lavoratori. Il tempo di decadimento naturale necessario per rendere accessibili i locali varia secondo le concentrazioni di ozono prodotte, la temperatura ambientale, l’umidità dell’aria e la dimensione degli ambienti. In alcuni casi potrebbe richiedere diverse ore.

Per eliminare rapidamente l’ozono residuo si utilizzano appositi aspiratori muniti di strumenti “distruttori o catalizzatori”.

Una soluzione efficace è l’abbattitore catalitico Ozo-no! sviluppato da Ferrarini & Benelli per strutture ricettive, uffici, pubblici esercizi.

L’azienda opera da 55 anni nel trattamento corona, un trattamento superficiale che rilascia ozono. Per mantenere il gas sotto le soglie previste dalla legge a tutela dei lavoratori, utilizza da molti anni l’abbattitore Ozo-no!. Questa esperienza viene oggi utilizzata anche nella sanificazione degli ambienti tramite l’ozono per ridurre velocemente e in massima sicurezza le concentrazioni residue.

Ozonizzatori

A seguito della pandemia Covid-19 è iniziata la promozione di apparecchi che producono ozono in cui si utilizza impropriamente il termine di disinfettante o sanificante atto a debellare il coronavirus. Tali apparecchiature non sono dispositivi medici e dovrebbero quindi essere definiti igienizzanti.

I generatori di ozono devono essere conformi alle direttive su bassa tensione (Direttiva 2014/35/CE), compatibilità elettromagnetica (Direttiva 2014/30/CE) e Direttiva 2011/65/CE (RoHS) sulla restrizione di sostanze pericolose.

Il bonus sanificazione, introdotto dal decreto Cura Italia, riconosce per il periodo d’imposta 2020 un credito d’imposta del 50% delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, fino a 20 mila euro.

Vademecum sulla sanificazione (ISS)

  • La sanificazione rappresenta un processo di procedimenti e di operazioni di pulizia e/o di disinfezione
  • La disinfezione è un trattamento per abbattere la carica microbica di ambienti, superfici e materiali
  • Per la disinfezione si utilizzano i prodotti disinfettanti (biocidi, o presidi medico-chirurgici) autorizzati dal ministero della Salute.
  • I prodotti senza l’indicazione dell’autorizzazione del ministero della Salute sono semplici detergenti per l’ambiente (igienizzanti)
  • I trattamenti mediante apparecchiature che generano in situ sostanze chimiche attive, come l’ozono e il cloro, sono sanitizzanti mentre il perossido di idrogeno vaporizzato è un disinfettante autorizzato.

Inattivazione di batteri, virus, funghi, muffe ed insetti in seguito ad ozonizzazione

Ozono

Come ridurre l’impatto del trattamento corona sull’ambiente?
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