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Effetti dannosi dell’ozono sulla salute

L'ozono è un gas tossico: se inalato in quantità relativamente basse può causare dolore toracico, bruciore agli occhi e irritazioni della membrana mucosa seguite da emicranie.

L’ozono è presente in natura come un gas blu dall’odore acre pungente e la sua concentrazione nell’atmosfera è di circa 0,04 ppm.

Il contatto con l’ozono nell’uomo avviene per via inalatoria. Gli effetti negativi sulla salute possono essere gravi all’aumentare delle concentrazioni del gas e del tempo di esposizione (concentrazioni superiori ai 50 ppm con esposizione maggiore di 60 minuti possono condurre al coma).

Concentrazioni di ozono in aria: sintomi e reazioni sull’uomo

Limiti concentrazioni ozono ammessi

Fonte ACGIH, American Conference of Governmental Industrial Hygienists

La soglia di percettibilità olfattiva per l'uomo è a concentrazioni tra 0,02 e 0,05 ppm.

L’ozono è usato in ambito industriale, ad esempio per sanificare le acque, per contrastare la legionella, per combattere le muffe negli alimenti stagionati, per trattare il tessuto denim e sanificare indumenti e ambienti (hotel, aziende, pubblici esercizi).

Gli ozonizzatori generano l’ozono da una corrente gassosa ricca di ossigeno, cui viene apportata energia in forma elettrica, elettrochimica o fotochimica.

Sicurezza nei luoghi di lavoro

Per garantire la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro esistono standard sanitari e raccomandazioni che stabiliscono la concentrazione massima ammessa (MAC):

  • i lavoratori non devono essere esposti a una concentrazione media superiore a 0,10 ppm per 8 ore (OSHA)
  • il limite massimo previsto dall'Istituto nazionale per la sicurezza e la salute sul lavoro (NIOSH) è di 0,10 ppm.

Il limite di sicurezza per i lavoratori esposti all’ozono, come TLV-TWA (Treshold Limit Values), è relazionato all’attività fisica svolta (in quanto cambiano i volumi di aria aspirata). I valori indicati dall’ACGIH, sono:

  • Per il lavoro pesante, moderato o leggero, svolto in un arco temporale minore di 2 ore, il TLV-TWA è posto a 0,2 ppm.
  • Oltre le 2 ore: in caso di lavoro leggero il TLV-TWA è posto a 0,1 ppm; nel lavoro moderato il TLV-TWA è posto a 0,08 ppm; nel lavoro pesante il TLV-TWA è posto a 0,05 ppm.

Per rispettare i parametri normativi ed evitare irritazioni all’apparato respiratorio:

  • la disinfezione con l’ozono deve avvenire in ambienti non occupati e debitamente confinati
  • l’ozono residuo ambientale deve essere eliminato posizionando appositi aspiratori nei locali di utilizzo muniti di strumenti distruttori o catalizzatori.

Per salvaguardare la salute dei lavoratori Ferrarini & Benelli da molti anni ha sviluppato una soluzione che, grazie a un complesso di catalizzatori, abbatte l’ozono da scarica corona. Questa esperienza viene oggi utilizzata anche negli ambienti sanificati tramite l’ozono per ridurre velocemente le concentrazioni residue.

In Italia

Il Ministero della Sanità con protocollo del 31 Luglio 1996 n. 24482, ha riconosciuto l’utilizzo dell’ozono nel trattamento dell’aria e dell’acqua, come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, muffe ed acari.

Oltre al D.Lgs. 81/2008 che impone la riduzione delle concentrazioni di ozono sotto le soglie riportate nella precedente tabella, vanno rispettate anche le normative che tutelano le emissioni in atmosfera (direttiva 92/72 CEE del21/09/1992, il Decreto 15/04/94 e il Decreto 16/05/96 del Ministero Italiano dell’Ambiente).

Nel parere del CNSA sul trattamento con ozono dell’aria negli ambienti di stagionatura dei formaggi si legge: “la tossicità dell’ozono richiede che gli addetti al suo utilizzo siano continuamente monitorati e protetti. In conformità alle norme H.A.C.C.P chi ne fa utilizzo non deve essere esposto a:

  • più di 0,1 ppm di ozono in 8 ore
  • più di 0,3 ppm due volte/die per 15 minuti”.

Anche le Linee guida per l’utilizzo dell’ozono nella sanificazione  degli ambienti di lavorazione di prodotti a base di carne prevedono che “la disinfezione con l’ozono deve avvenire in ambienti non occupati e debitamente confinati. Per ridurre il rischio devono essere predisposti dispositivi sonori e/o acustici in ogni punto di accesso degli ambienti in fase di trattamento”.

L’opuscolo del Ministero della Salute dedicato all’ozono informa: “in alcuni studi epidemiologici condotti in popolazioni urbane esposte ad ozono sono stati osservati sintomi irritativi sulle mucose oculari e sulle prime vie respiratorie per esposizioni di alcune ore a livelli di ozono a partire da 0,2 mg/m3 (media oraria). In bambini e in giovani adulti sono state osservate riduzioni transitorie della funzionalità respiratoria, a livelli inferiori di ozono, a partire da 0,12 mg/m3 (media oraria). Sono invece disponibili pochi studi sugli effetti per esposizioni croniche a questo inquinante".

L’abbattimento dell’ozono al di sotto delle soglie di pericolo è quindi una questione molto rilevante.

 

Come ridurre l’impatto del trattamento corona sull’ambiente?
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