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Abbattere l’ozono prodotto dal trattamento corona

Le stazioni corona producono ozono (O3), molecola inquinante che non si dissolve nell’aria, incrementa lo smog fotochimico e può nuocere alla salute.

La quantità di ozono prodotta dal trattamento corona ed emessa in atmosfera dipende dal contesto ambientale (umidità, temperatura e pressione) e dalle caratteristiche fisiche dell’impianto e della lavorazione (superficie di scarica, tipo di elettrodo, valore di potenza impiegata, portata e velocità aria di aspirazione).

La Ferrarini & Benelli ha progettato e realizzato l’innovativo Ozo-no! abbattitore catalitico multistadio a temperatura ambiente che supera i limiti dei tradizionali abbattitori a carboni attivi addizionati a manganese.

La Tabella allegata riporta i risultati di uno studio americano che ha esaminato gli effetti dell’ozono sulla salute umana.

Sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente

L'ozono è una molecola instabile con tre atomi di ossigeno. E' uno dei più forti ossidanti e partecipa attivamente al complesso di reazioni fotochimiche in atmosfera con ossidi di azoto e idrocarburi.

In relazione alla possibilità che l'ozono si combini dannosamente con altri elementi e per definire le tecniche di misura e di  analisi nonché la soglia di concentrazione dell'ozono nell'aria sono state emesse:

  • la direttiva 92/72 CEE del 21/09/1992
  • il Decreto 15/04/94
  • il Decreto 16/05/96 del Ministero Italiano dell'Ambiente.

La presenza di ozono prodotto da trattamenti corona deve essere considerata da due punti di vista:

  • sicurezza per i lavoratori nell'ambiente di lavoro dove viene prodotto l’ozono
  • sicurezza per l'ambiente esterno (emissioni a camino di ozono proveniente da trattamenti corona).

Per consentire ai nostri clienti di rispettare le normative a tutela dell’ambiente e di migliorare le condizioni di lavoro, abbiamo studiato e realizzato sistemi che aspirano ed evacuano l'ozono prodotto dalle stazioni di trattamento corona in modo ottimale.

Nel caso di trattatori corona con rulli o elettrodi ceramici, la produzione di ozono è circa 3-5 volte superiore a quella del trattamento corona tradizionale con isolante in silicone.

Soglia limite per l'ozono nelle emissioni a camino

Tale valore di soglia può cambiare da paese a paese; non esistono ancora norme Europee armonizzate a riguardo. In Italia valgono le disposizioni delle Regioni.

Secondo il DPR 203/88 e successive modificazioni e decreti attuativi nazionali e regionali, tutte le aziende devono inoltrare alle Regioni competenti le richieste di autorizzazione all’emissione in atmosfera degli agenti inquinanti prodotti. Anche per l’ozono deve essere richiesta tale autorizzazione.

Le Regioni stabiliscono quindi la soglia massima di emissione di ozono ammessa per la singola attività. Tale soglia dipende dalla concentrazione delle emissioni nella zona.

I clienti devono inoltrare la domanda di autorizzazione relativa alle emissioni in atmosfera di ozono allo Sportello Unico Associato del comune di appartenenza e agli uffici ARPA della Provincia di appartenenza. Tali enti determineranno la concentrazione massima ammissibile delle emissioni e il Servizio Controlli Ambientali e Aria della Provincia di appartenenza rilascerà la relativa autorizzazione. La soglia imposta da alcune Regioni Italiane ai nostri clienti è stata di 2-4 mg/Nm3 ma vi sono alcune Regioni che hanno imposto valori inferiori a 1 mg/Nm3